Tutta un’altra classe

«Questo mese si sta rivelando davvero pesante, alcune volte mi viene voglia di mollare tutto e avere la possibilità di cominciare da capo».
 
«Una cara amica mi ha detto di stare tranquilla: ancora due o tre anni di apnea e poi torneremo a respirare. Un’altra pontifica che con qualche calcio nel sedere in più si stabiliscono meglio doveri e poteri. Ascolto tutti, ma io non so più cosa fare».
 
Sono le voci di una adolescente e di una madre. Due delle tante di studenti e genitori che in questo libro esprimono il disorientamento e la rabbia per una scuola con cui non riescono a comunicare, che appare loro come una logorante corsa a ostacoli. Una scuola che, cinquant’anni dopo Lettera a una professoressa, sembra ancora «un ospedale che cura i sani e respinge gli ammalati». Lo dicono molte delle storie raccolte in queste pagine. Storie di ragazzi e di famiglie – spesso sull’orlo della crisi di nervi – che lanciano messaggi di aiuto e, a volte, di speranza.
 
Perché Tutta un’altra classe è un libro che parla di crisi della scuola, ma anche di speranza. Degli insegnanti «che fanno danni» ma anche di quelli «baciati dalle stelle», che verranno ricordati per tutta la vita. Di genitori smarriti e apprensivi, ma anche dotati di intuito e lungimiranza. Di adolescenti “difficili”, persi in mondi paralleli a cui gli adulti non sanno accedere, ma capaci di sorprenderci con l’originalità del loro sguardo.
Insegnanti e presidi, genitori e studenti: questo è un libro che non risparmia nessuno e coinvolge tutti.