Indietro Tutta

Chi ha già letto o conosciuto Francesco Dell’Oro sa che in tema di scuola (e dintorni) la sua voce canta spesso fuori dal coro, forte di un apparato dialettico che maneggia con abilità sia la provocazione sia la maieutica.
 
Ciò nonostante, per ragionare della scuola di domani, un titolo come Indietro tutta appare sibillino, quasi un ossimoro. Ci prospetta una scuola-Titanic che deve invertire la rotta per non colare a picco urtando l’iceberg della contemporaneità? Tranquilli, lo scenario non è così catastrofico né la manovra da compiere così disperata. Tuttavia è sempre più necessario – ci dice Dell’Oro – stare ai comandi con sensibilità e lungimiranza, sapendo che la rotta già tracciata può dare qualche indicazione su quella ancora da tracciare. E soprattutto imparando, quando occorre, a mettere le macchine “indietro tutta”. A rallentare, appunto.
 
Senza voler essere un manuale di navigazione nella scuola del terzo millennio, questo libro ne studia le correnti favorevoli e le secche. A partire dall’arcipelago DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), che da prezioso strumento conoscitivo e didattico può trasformarsi in diagnosi “totalitaria” ignara dei diversi, naturali tempi di crescita degli studenti.
O i sistemi di valutazione, spesso ridotti a un mortificante e ridicolo calcolo dei decimali. O ancora, la necessità di un orientamento scolastico autentico, né punitivo né compiacente.
 
Come sempre ce n’è per tutti: per i genitori “badanti” che si sostituiscono ai figli e per gli insegnanti nostalgici della predella ma privi di autorevolezza ed empatia. E anche – perché non sembri una difesa della categoria – per i cosiddetti esperti mordi-e-fuggi chiamati spesso al “pronto intervento”. Ma Indietro tutta è una storia “di vita vissuta” a cui non manca il lieto fine: in un’aula “socratica”, dialogante, che ci ricorda che l’insegnamento non è l’arte di trasmettere informazioni ma di far nascere il desiderio di imparare.